Cagliari, 23 giugno 2026 - In un momento in cui il dibattito internazionale sull’intelligenza artificiale si concentra sempre più sui temi della sovranità digitale e dell’impatto delle infrastrutture tecnologiche, Xference si è aggiudicata il titolo di Startup sarda dell’anno a SIOS26 Summer lo scorso giovedì.
La startup, nata a Cagliari, sviluppa la prima piattaforma italiana di inferenza AI completamente privata, progettata per consentire ad aziende, enti pubblici e organizzazioni che operano in contesti regolamentati di adottare modelli di intelligenza artificiale generativa senza rinunciare al controllo dei propri dati.
Il riconoscimento arriva in una fase particolarmente significativa per il settore. La recente decisione del governo statunitense di sospendere l’accesso ad alcuni modelli AI avanzati attraverso le relative API ha riportato al centro dell’attenzione una questione spesso sottovalutata: la dipendenza da servizi di intelligenza artificiale gestiti da terze parti può trasformarsi da semplice rischio tecnico a vulnerabilità strategica.
“Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un cambiamento importante nella percezione del mercato”, ha commentato Andrea Pili, CEO e co-founder di Xference. “Molte organizzazioni stanno comprendendo che il tema non riguarda soltanto la privacy, ma la continuità operativa e l’autonomia tecnologica. Se un servizio esterno può essere limitato, modificato o disattivato da un giorno all’altro, significa che il controllo dell’infrastruttura non appartiene realmente a chi la utilizza. Per questo abbiamo costruito Xference fin dal primo giorno come una piattaforma indipendente, basata su modelli open source e progettata per funzionare all’interno di infrastrutture proprietarie o in data center certificati sul territorio europeo”.
A differenza delle soluzioni basate esclusivamente su servizi cloud esterni, Xference consente infatti di eseguire l’inferenza AI in ambienti privati, on-premise o presso data center localizzati in Europa. I modelli vengono installati localmente e operano senza dipendenze da provider esteri, garantendo che dati, documenti, prompt e basi di conoscenza rimangano sempre sotto il controllo dell’organizzazione.
L’approccio adottato dalla startup si fonda su quattro elementi chiave: piena sovranità del dato, utilizzo di modelli open source, semplicità di utilizzo attraverso un’interfaccia no-code e un’architettura progettata per rispondere alle esigenze di sicurezza e compliance di settori come pubblica amministrazione, sanità, finanza e industria.
Accanto al tema dell’autonomia digitale, Xference porta avanti una riflessione anche sul reale impatto ambientale dell’intelligenza artificiale, il cui dibattito pubblico sembra concentrarsi sui consumi teorici delle infrastrutture AI senza distinguere adeguatamente tra le diverse fasi del ciclo di vita dei modelli.
“Oggi si parla molto di data center e consumi energetici, spesso senza considerare che training e inferenza sono due workload con profili energetici e di utilizzo profondamente diversi - ha aggiunto Pili. “In questo scenario, le infrastrutture per l’AI vanno lette non solo come consumatrici di energia ma come sistemi con esigenze molto diverse a seconda che si tratti di addestramento dei modelli o di loro utilizzo operativo”.
La tecnologia sviluppata da Xference nasce proprio da questa visione. Invece di concentrarsi sulla creazione di nuovi modelli proprietari, la startup lavora per rendere utilizzabili in modo sicuro, controllato ed efficiente i migliori modelli open source disponibili sul mercato, costruendo l’infrastruttura necessaria affinché possano operare all’interno delle organizzazioni senza compromessi in termini di privacy, governance e controllo.
“La sfida non consiste soltanto nel costruire infrastrutture sempre più grandi, ma nel progettare sistemi efficienti, capaci di utilizzare al meglio le risorse disponibili. L’Europa ha un’opportunità importante: sviluppare un modello di AI che sia non solo competitivo, ma anche sostenibile e indipendente”, ha dichiarato Pili.
La vittoria della tappa SIOS26 Summer rappresenta quindi un importante riconoscimento sia per il percorso intrapreso dall’azienda che per la crescente rilevanza dei grandi temi “caldi” delle politiche digitali ed energetiche europee.
“Ricevere questo premio è motivo di grande orgoglio per tutto il team”, conclude Pili. “Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo investito tempo, competenze e risorse per costruire un’infrastruttura che riteniamo sempre più necessaria per il futuro dell’AI in Europa. Crediamo che la vera innovazione non sia soltanto sviluppare modelli più potenti, ma garantire alle organizzazioni la libertà di utilizzarli senza perdere il controllo dei propri dati, delle proprie infrastrutture e delle proprie decisioni, perché la privacy non è negoziabile e non è una merce di scambio”, ha concluso Pili.
Il 16 dicembre a Milano si terrà la finale di SIOS26 che decreterà la startup italiana 2026.